[Video] Intervista a Aldo Palazzeschi sul romanzo italiano

Senta Palazzeschi, che cosa pensa lei dell’opinione oggi corrente che il romanzo, ed in particolare il romanzo italiano sia finito, sia morto?

Non lo so mi stupisce e molto questa cosa, le dico che io pensavo che il romanzo cominciasse proprio ora, che si aprisse una nuova epoca del romanzo. Non capisco questo pessimismo. Quando ho pubblicato io il mio primo romanzo? Avevo già pubblicato due libri di versi, l’editore ero io perché non c’era una persona che potesse pubblicarli. E io dissi allo stampatore di farne 1000 copie, lui mi disse di farne 500. E aveva ragione lui.

Ora un po’ alla volta si è arrivati a delle tirature che non avrei mai pensato, e progressivamente aumentano. Come si può dire che il romanzo è finito? Si è avvicinato adesso al popolo? Io vedo che nelle edicole e nei giornali si vendono anche dei romanzi; e quelli chi li legge? E guardi uno che compra un libro a 300 lire lo compra per leggerlo non lo compra perché è un oggetto di decorazione. Non capisco perché questo pessimismo sul fatto del romanzo, il romanzo si trasforma. Da Walter Scott, Dumas… e tutti i romanzieri che ci sono stati si è sempre trasformato. Non si sa cosa sarà domani…. il film, ad esempio, non è un romanzo? Si potrebbe dire che il film uccide il romanzo, invece non è vero, il film è un collaboratore del romanzo. Molti romanzi hanno ravvivato la vendita per via del film. Per cui mi pare che da tutte le parti da cui si guarda è il caso di giudicare ottimisticamente il romanzo.