[Video] Intervista a Nanni Balestrini sul ’68 e il suo romanzo Vogliamo tutto

Cioè qualcosa che è avvenuto nel mondo esterno e che mi ha molto colpito e appassionato, che è stato il ’68. Il ’68 e quello che è avvenuto dopo. Ho fatto questo libro che si chiama “Vogliamo tutto” che è basato sulla storia operaia della FIAT, quando ci sono stati i grandi scioperi dell’autunno caldo, e questo per me non è stato un – diciamo – passo indietro per tornare ad una letteratura più facile, più comprensibile, perché è stata anche una ricerca formale che ho fatto perché ho cercato di trovare una scrittura che cercasse di mimare il linguaggio orale, il linguaggio parlato. 

Tutto questo libro è  la voce di un operaio che parla in prima persona, racconta in prima persona e io volevo dare l’impressione che il lettore sentisse proprio la qualità della lingua parlata, differente da quella scritta. Per questo ad esempio ho usato l’espediente principale il fatto di abolire la punteggiatura, i segni della sintassi del linguaggio scritto. Ho applicato una ricerca formale ad un fenomeno, a degli eventi esterni che mi avevano molto colpito e appassionato e che hanno attraversato tutti gli anni ’70.