Analisi del testo: "A Silvia" di Giacomo Leopardi

Scheda sintetica dell'opera
  • Autore Giacomo Leopardi
  • Titolo dell'Opera Canti
  • Prima edizione dell'opera La prima edizione è l'edizione Piatti uscita nel 1831, ma l'edizione definitiva e completa è quella del 1835
  • Genere Poesia lirica
  • Forma metrica Strofe libere con alternarsi irregolare di endesillabi e settenari e rime libere. Vi sono anche diverse assonanze: “mortale - il limitare “; “core – chiome”; “rimembri – ridenti”; “sedevi – rimembri”; “sedevi – ridenti”; “avvenir – ridenti”; “avvenir – rimembri”; “avvenir – sedevi”; “avevi – rimembri”; “avevi – ridenti”; “avevi – avvenir”; “solevi – rimembri”; “solevi – ridenti”; “solevi – avvenir” e consonanze: “mortale – lieta” (incrociata); “mortale – tela”; “tela – lieta” (incrociata); “fato – fati”

Analisi del testo e Parafrasi: "A Silvia" di Giacomo Leopardi

Analisi del testo: "A Silvia" di Giacomo Leopardi


Testo dell'opera

1. Silvia, rimembri ancora
2. Quel tempo della tua vita mortale,
3. Quando beltà splendea
4. Negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
5. E tu, lieta e pensosa, il limitare
6. Di gioventù salivi?

7. Sonavan le quiete
8. Stanze, e le vie dintorno,
9. Al tuo perpetuo canto,
10. Allor che all’opre femminili intenta
11. Sedevi, assai contenta
12. Di quel vago avvenir che in mente avevi.
13. Era il maggio odoroso: e tu solevi
14. Così menare il giorno.

15. Io gli studi leggiadri
16. Talor lasciando e le sudate carte,
17. Ove il tempo mio primo
18. E di me si spendea la miglior parte,
19. D’in su i veroni del paterno ostello
20. Porgea gli orecchi al suon della tua voce,
21. Ed alla man veloce
22. Che percorrea la faticosa tela.
23. Mirava il ciel sereno,
24. Le vie dorate e gli orti,
25. E quinci il mar da lungi, e quindi il monte.
26. Lingua mortal non dice
27. Quel ch’io sentiva in seno.

28. Che pensieri soavi,
29. Che speranze, che cori, o Silvia mia!
30. Quale allor ci apparia
31. La vita umana e il fato!
32. Quando sovviemmi di cotanta speme,
33. Un affetto mi preme
34. Acerbo e sconsolato,
35. E tornami a doler di mia sventura.
36. O natura, o natura,
37. Perché non rendi poi
38. Quel che prometti allor? perché di tanto
39. Inganni i figli tuoi?

40. Tu pria che l’erbe inaridisse il verno,
41. Da chiuso morbo combattuta e vinta,
42. Perivi, o tenerella. E non vedevi
43. Il fior degli anni tuoi;
44. Non ti molceva il core
45. La dolce lode or delle negre chiome,
46. Or degli sguardi innamorati e schivi;
47. Né teco le compagne ai dì festivi
48. Ragionavan d’amore.

49. Anche peria fra poco
50. La speranza mia dolce: agli anni miei
51. Anche negaro i fati
52. La giovanezza. Ahi come,
53. Come passata sei,
54. Cara compagna dell’età mia nova,
55. Mia lacrimata speme!
56. Questo è quel mondo? questi
57. I diletti, l’amor, l’opre, gli eventi
58. Onde cotanto ragionammo insieme?
59. Questa la sorte dell’umane genti?
60. All’apparir del vero
61. Tu, misera, cadesti: e con la mano
62. La fredda morte ed una tomba ignuda
63. Mostravi di lontano.

Parafrasi affiancata

1. Silvia, ti ricordi ancora
2. quel periodo della tua vita terrena
3. quando la bellezza risplendeva
4. nei tuoi occhi sorridenti e sfuggenti
5-6. e tu, felice e pensierosa, eri sul punto di superare la soglia della gioventù?
7. Risuonavano le tranquille
8. Stanze, e le strade circostanti
9. al tuo canto ininterrotto,
10. quando tu, intenta alle attività tipicamente femminili,
11. sedevi, molto felice
12. di quel futuro indeterminato e desiderato che avevi in mente.
13. Era il mese di maggio, pieno di profumi, e tu eri solita
14. passare così le giornate.

15-16. Io, abbandonando di tanto in tanto gli studi piacevoli e le carte che mi affaticavano,
17. nei quali si consumavano (=”si spendea” del v. 18) il tempo della mia giovinezza
18. e la parte migliore di me,
19. dai balconi della casa di mio padre
20. porgevo le orecchie al suono della tua voce
21. e a quello della tua mano veloce
22. che con fatica tesseva la tela.
23. Contemplavo il cielo sereno,
24. le vie illuminate dal sole e i giardini
25. e da una parte il mare da lontano, dall’altra la montagna.
26. Le parole di un uomo non possono esprimere
27. ciò che io provavo nel cuore.

28. Che pensieri stupendi,
29. che speranze, che sentimenti, o mia Silvia!
30. Come ci sembravano allora
31. la vita umana e il destino!
32. Quando mi ricordo di una speranza così grande,
33. mi opprime un sentimento
34. insopportabile e sconsolato,
35. e mi torno a rattristare per la mia sfortuna.
36. Natura, natura,
37. perché non restituisci dopo
38-39. quello che hai promesso prima? Perché inganni così tanto i tuoi figli?

40. Tu prima che l’inverno inaridisse le erbe,
41. consumata e uccisa da una malattia interna,
42. morivi, o mia tenera. E non vedevi
43. la parte migliore dei tuoi anni;
44. non ti addolciva il cuore
45. la dolce lode o dei tuoi capelli neri,
46. o degli sguardi innamorati e pudichi;
47. né le compagne nei giorni festivi
48. parlavano d’amore con te.

49. Tra poco si estinguerà anche
50-52. la mia dolce speranza: il destino negò la giovinezza anche alla mia vita. Ahimè,
53. come sei svanita,
54. cara compagna della mia giovinezza,
55. mia compianta speranza!
56. È dunque questo quel mondo (così desiderato)?
57. Sono questi i piaceri, i sentimenti, le attività, gli avvenimenti
58. di cui parlammo tanto insieme?
59. È questo il destino degli uomini?
60. Al rivelarsi della verità,
61-63. tu sei miseramente svanita: e indicavi con la mano la fredda morte e una tomba spoglia.

Parafrasi discorsiva

Silvia, ti ricordi ancora quel periodo della tua vita terrena quando la bellezza risplendeva nei tuoi occhi sorridenti e sfuggenti e tu, felice e pensierosa, eri sul punto di superare la soglia della gioventù?

Risuonavano le stanze tranquille e le strade circostanti al tuo canto ininterrotto, quando tu, intenta alle attività tipicamente femminili, sedevi, molto felice di quel futuro indeterminato e desiderato che avevi in mente. Era il mese di maggio, pieno di profumi, e tu eri solita passare così le giornate.

Io, abbandonando di tanto in tanto gli studi piacevoli e le carte che mi affaticavano, nei quali si consumavano il tempo della mia giovinezza e la parte migliore di me, dai balconi della casa di mio padre porgevo le orecchie al suono della tua voce e a quello della tua mano veloce che con fatica tesseva la tela. Contemplavo il cielo sereno, le vie illuminate dal sole e i giardini e da una parte il mare da lontano, dall’altra la montagna. Le parole di un uomo non possono esprimere ciò che io provavo nel cuore.

Che pensieri stupendi, che speranze, che sentimenti, o mia Silvia! Come ci sembravano allora la vita umana e il destino! Quando mi ricordo di una speranza così grande, mi opprime un sentimento insopportabile e sconsolato, e mi torno a rattristare per la mia sfortuna. Natura, natura, perché non restituisci dopo quello che hai promesso prima? Perché inganni così tanto i tuoi figli?

Tu prima che l’inverno inaridisse le erbe, consumata e uccisa da una malattia interna, morivi, o mia tenera. E non vedevi la parte migliore dei tuoi anni; non ti addolciva il cuore la dolce lode o dei tuoi capelli neri, o degli sguardi innamorati e pudichi; né le compagne nei giorni festivi parlavano d’amore con te.Tra poco si estinguerà anche la mia dolce speranza: il destino negò la giovinezza anche alla mia vita. Ahimè, come sei svanita, cara compagna della mia giovinezza, mia compianta speranza!

È dunque questo quel mondo (così desiderato)? Sono questi i piaceri, i sentimenti, le attività, gli avvenimenti di cui parlammo tanto insieme? È questo il destino degli uomini? Al rivelarsi della verità, tu sei miseramente svanita: e indicavi con la mano la fredda morte e una tomba spoglia.

Figure retoriche

  • Apostrofi v. 1: “Silvia”; v. 29: “o Silvia mia”; v. 36: “o natura, o natura”; v. 43: “o tenerella”; vv. 54-55: “cara compagna dell’età mia nova, mia lacrimata speme”; v. 61: “tu misera”;
  • Allitterazioni ricorre la sillaba “vi”, che è presente anche nel nome “Silvia”: “vita” (v. 2), “fuggitivi” (v. 4), “salivi” (v. 6), “sedevi” (v. 11), “avevi” (v. 12), “solevi” (v. 13), “soavi” (v. 28), “perivi” (v. 42), “vedevi” (v. 42), “schivi” (v. 46), “festivi” (v. 47), “mostravi” (v. 63); delle lettere “t” (v. 2): “tempo-“tua-vi“ta-mor“tale” ed “l”: “que“l-de“lla-morta“le”, “allorchè-all’-femminili” (v. 10); di “m” ed “n”: “e quinci il mar da lungi e quindi il monte” (v. 25); della “v”: “vago-avvenir-avevi” (v. 12);
  • Enjambements: “sonavan le quiete / stanze” (vv. 7-8); “peria fra poco / la speranza mia dolce” (vv. 49-50); “negaro i fati / la giovanezza” (vv. 52-53); “questi / i diletti” (vv. 56-57); “la fredda morte ed una tomba ignuda / mostravi” (vv. 62-63);
  • Chiasmi “io gli studi leggiadri… e le sudate carte” (vv. 15-16); “fredda morte, tomba ignuda (v. 62)”;
  • Metonimie “sudate carte” (v. 16); “faticosa tela” (v. 22); “lingua mortal” (v. 27);
  • Iperbati: “ove il tempo mio primo / e di me si spendea la miglior parte” (vv. 17-18); “agli anni miei anche negaro i fati / la giovanezza” (vv. 51-52);
  • Climax “che pensieri soavi, che speranze, che cori…” (vv. 28-29);
  • Ossimoro “lieta e pensosa” (v. 5);
  • Epifrasi “io gli studi leggiadri / talor lasciando e le sudate carte” (vv. 15-16);
  • Zeugma “porgea gli orecchi al suon della tua voce / e alla man veloce” (vv. 20-21);
  • Anagramma “Silvia…salivi” (vv. 1 e 6);
  • Metafore “il limitare di gioventù” (v. 5); “il fior degli anni tuoi” (v. 43);
  • Parallelismo “e quinci il mar da lungi, e quindi il monte” (v. 25);
  • Geminatio (ripetizione) “o natura, o natura” (v. 36); “come, / come passata sei..” (v. 53);
  • AnaforeChe pensieri soavi, / Che speranze, Che cori” (vv. 28-29); “perché non rendi poi…./ perché di tanto…” (vv. 38-39); “questo è quel mondo? Questi / i diletti… / Questa la sorte…” (vv. 56-59)

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(18) Commenti e Domande

    • fareLetteratura

      Ciao Michelangelo, le allitterazioni innanzitutto sono delle figure di suono che aiutano a dare ritmo alla poesia e svolgono la funzione di migliorare la memorizzazione del componimento. Inoltre possono anche potenziare il significato. Nel caso di questa lirica, ad esempio, la ripetizione del gruppo -vi è presente anche nel nome di Silvia richiamandolo a livello fonico.

  1. Ciao.

    Oggi è dato di sapere che Leopardi attraverso A Silvia intese ricordare anche la vicenda umana di Giuseppe Olivi di Chioggia, naturalista di fama già europea nonostante la morte avvenuta, per tisi, a soli ventisei anni.

    Al di là dell’evidente analogia biografica, è possibile ricostruire che Leopardi durante il soggiorno a Pisa poté avere in mano la commemorazione funebre del giovane chioggiotto affettuosamente scritta da Melchiorre Cesarotti che gli era amico (Elogio dell’abate Giuseppe Olivi, Padova 1796) nella quale, tra l’altro, si legge l’espressione “limitar della gioventù”, ripresa nel famoso “limitare di gioventù” che finora si riteneva di conio leopardiano.

    Ma anche il testo dei versi riporta tracce evidenti delle intenzioni, finora ignorate, del poeta. Se si è potuto osservare (a ragione) che la sillaba vi ricorre per varie volte (18) all’interno del componimento, così da farvi diffusamente risuonare il nome di Silvia che la contiene, ora bisognerà notare che la stessa sillaba è presente anche nel nome dell’Olivi. Non solo. Ben più evidenti risulteranno le cinque occorrenze(“fuggitivi”, “salivi”, “festivi”, “schivi”, “perivi”) che riecheggiano in rima il nome dell’Olivi appunto. Oltre che la scoperta in A Silvia di un’altra giovane vita piena di promesse brutalmente troncata, la presente non pare solo una scoperta erudita: la stessa impostazione formale di A Silvia potrebbe averne risentito.

  2. grazie per questa stupenda parafrasi di “A Silvia” una poesia molto bella e molto toccante. Anche se il mio amore per per gli autori e poeti italiani letterari va a Foscolo!!! =) comunque grazie infinite per la parafrasi di “A Silvia”!!! =)

  3. grazie… è stato molto utile dato che porterò questa poesia agli esami!
    penso che questo sito sia uno dei migliori… forse l’ unico lato negativo è che in altri siti ci possono essere più poesie… ma non ho niente da dire perchè quelle che ci sono sono analizzate molto bene!
    grazie
    mary <3

  4. Complimenti per l’analisi delle opere che presentate. Vengono presi in esame gli aspetti fondamentali dei testi,in modo esauriente e al tempo stesso sintetico, ma soprattutto con competenza. Per me siete un valido aiuto.
    Grazie!

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