Analisi del testo: "A mia madre" di Edmondo De Amicis | fareLetteratura

Analisi del testo: "A mia madre" di Edmondo De Amicis

Scheda sintetica dell'opera
  • Autore Edmondo De Amicis
  • Titolo dell'Opera Poesie
  • Prima edizione dell'opera 1881
  • Genere Poesia lirica
  • Forma metrica Cinque strofe di quartine (tutti endecasillabi ad eccezione del terzo verso di ogni strofa che è settenario) a rima incrociata (ABBA – CDDC).

Analisi del testo: “A mia madre” di Edmondo De Amicis

Analisi del testo: "A mia madre" di Edmondo De Amicis


Testo dell'opera

1. Non sempre il tempo la beltà cancella
2. O la sfioran le lacrime e gli affanni;
3. Mia madre ha sessant’anni,
4. E più la guardo e più mi sembra bella.

5. Non ha un detto, un sorriso, un guardo, un atto
6. Che non mi tocchi dolcemente il core;
7. Ah se fossi pittore
8. Farei tutta la vita il suo ritratto.

9. Vorrei ritrarla quando inchina il viso
10. Perch’io le baci la sua treccia bianca,
11. O quando inferma e stanca
12. Nasconde il suo dolor sotto un sorriso.

13. Ma se fosse un mio prego in cielo accolto
14. Non chiederei del gran pittor d’Urbino
15. Il pennello divino
16. Per coronar di gloria il suo bel volto;

17. Vorrei poter cangiar vita con vita,
18. Darle tutto il vigor degli anni miei,
19. Veder me vecchio, e lei
20. Dal sacrifizio mio ringiovanita.

Parafrasi affiancata

1. Non sempre il tempo cancella la bellezza
2. O questa è intaccata da dolori e preoccupazioni;
3. Mia madre ha sessant’anni,
4. E più la guardo e più mi sembra bella.

5. Non ha una parola, uno sguardo, un gesto
6. Che non mi accarezzi dolcemente il cuore;
7. Ah se fossi pittore
8. Dipingerei il suo ritratto per tutta la vita.

9. Vorrei ritrarla quando piega il viso
10. Così che io le possa baciare la sua treccia bianca,
11. O quando inferma e stanca
12. Nasconde il suo dolore dietro ad un sorriso.

13. Se fosse possibile che in cielo venisse accolta una mia preghiera
14. Non domanderei di avere il talento nella pittura
15. Di Raffaello [il pittore era originario di Urbino]
16. Per poter rendere gloria al suo bel volto;

17. Bensì vorrei poter scambiare la vita con la vita
18. Darle tutta la forza dei miei anni,
19. Vedere me vecchio, e lei
20. Ringiovanita grazie al mio sacrificio.

Parafrasi discorsiva

Non sempre il tempo cancella la bellezza o questa è intaccata da dolori e preoccupazioni; mia madre ha sessant’anni, e più la guardo e più mi sembra bella. Non ha una parola, uno sguardo, un gesto che non mi accarezzi dolcemente il cuore; ah se fossi pittore dipingerei il suo ritratto per tutta la vita. Vorrei ritrarla quando piega il viso così che io le possa baciare la sua treccia bianca, o quando inferma e stanca nasconde il suo dolore dietro ad un sorriso. Se fosse possibile che in cielo venisse accolta una mia preghiera non domanderei di avere il talento nella pittura di Raffaello [il pittore era originario di Urbino] per poter rendere gloria al suo bel volto; bensì vorrei poter scambiare la vita con la vita darle tutta la forza dei miei anni, vedere me vecchio, e lei ringiovanita grazie al mio sacrificio.

Figure retoriche

  • Anastrofe v. 1: “Non sempre il tempo la beltà cancella”; v. 13: “Ma se fosse un mio prego in cielo accolto”; vv. 14-15: “Non chiederei del gran pittor d’Urbino / il pennello divino”; v. 18: “Darle tutto il vigor degli anni miei”; v. 20: “Del sacrifizio mio ringiovanita”;
  • Metonimia v. 2: “O la sfioran le lacrime e gli affanni”; v. 15: “il pennello divino”;
  • Anafora v. 4: “E più la guardo e più mi sembra bella”;
  • Asindeto v. 5: “Non ha un detto, un sorriso, un guardo, un atto”;
  • Endiadi v. 11: “O quando inferma e stanca”;
  • Enjambement vv. 5-6; vv. 11- 12; vv. 14-16; vv. 19-20;
  • Iperbole v. 8: “Farei tutta la vita il suo ritratto”;
  • Perifrasi v. 14: “Non chiederei del gran pittor d’Urbino (–> Raffaello)”;
  • Poliptoto v. 17: “Vorrei cangiar vita con vita”.

Commento

Edmondo De Amicis fu scrittore e giornalista, noto in particolare per il romanzo Cuore, uno dei testi più popolari della letteratura mondiale per ragazzi. Prima del noto romanzo, uscito nel 1886, De Amicis pubblicò nel 1881 per l’editore Treves una raccolta di Poesie (giudicate generalmente mediocri dalla critica), caratterizzate da una forma semplice e piana.

Tra le tematiche principali delle Poesie di Edmondo De Amicis troviamo gli affetti, la famiglia. In particolare primeggia il suo amore e devozione verso la madre. Tra i componimenti che trattano questa tematica possiamo citare Preghiera e Il 15 ottobre 1877, oltre alla poesia qui presa in esame A mia madre.

Il componimento A mia madre esprime un forte affetto da parte del poeta verso la madre ormai anziana. Nella prima strofa si parla della bellezza della donna che nonostante abbia raggiunto ormai i sessant’anni e abbia avuto preoccupazioni e dolori conserva intatta la propria bellezza agli occhi del figlio. Qualunque azione ella compia è percepita dal poeta con estrema dolcezza.

La grande ammirazione nei confronti della madre è riscontrabile a livello testuale nell’iperbole del v. 8 (“farei tutta la vita il suo ritratto”), dove il poeta afferma il desiderio di ritrarla in continuazione se ne fosse in grado, magari cogliendola in alcuni momenti che ne rappresentano meglio la dolcezza, come quando si china a ricevere il bacio del figlio o quando camuffa la sua stanchezza con un sorriso. Egli quindi ha il desiderio di dipingere il volto della donna ma se potesse venire esaudita una sua preghiera non richiederebbe il talento nella pittura, bensì di scambiare la sua vita con quella della madre. Tanto forte è il legame con la madre che egli accetterebbe la vecchiaia per donare a lei la propria giovinezza.

La poesia A mia madre, che rispecchia pienamente lo stile generale dell’opera intera, è scorrevole e limpida, utilizza un linguaggio semplice e genuino in grado di esprimere pienamente la forza dell’affetto di un figlio verso la propria madre. Una scrittura poetica concepita in modo da risultare accessibile a tutti, facile e popolana.

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