Analisi del testo: "Como l'argento vivo fugge 'l foco" di Jacopo Da Lentini

Scheda sintetica dell'opera
  • Autore Jacopo Da Lentini
  • Titolo dell'Opera Poesie
  • Data Tra il 1233 e il 1241 circa
  • Genere Poesia lirica
  • Forma metrica Sonetto di 14 endecasillabi, suddivisi in due quartine e due terzine. Rime: ABAB ABAB nelle quartine (rima alternata); CDC CDC nelle terzine (rima alternata).

Analisi del testo e Parafrasi: “Como l’argento vivo fugge ‘l foco” di Jacopo da Lentini

Analisi del testo: "Como l'argento vivo fugge 'l foco" di Jacopo Da Lentini


Testo dell'opera

1. Como l’argento vivo fugge ‘l foco,
2. così mi fa del viso lo colore
3. quand’eo vi son davanti in nessun loco,
4. per domandarvi, bella, gioi’ d’amore;

5. veggendo voi, ardiment’ho sì poco,
6. ch’io non vi saccio dicer lo mio core;
7. così, tacendo, perdo d’aver gioco,
8. se voi non fate come ‘l bon segnore,

9. che ‘nanti ch’om chieda si n’avede,
10. cotant’ha in sé di bona conoscenza,
11. la’nde lo servidor non è perdente:

12. lo domandar non noccia a chi ben crede,
13. poi che a lingua cherir agio temenza,
14. e co lo cor tuttor vi son cherente.

Parafrasi affiancata

1. Come il mercurio rifugge il fuoco,
2. così fa il colorito del [mio] viso
3. quando io sto davanti a voi in qualunque luogo,
4. per domandarvi, mia bella, la gioia derivata dall’amore;

5. quando vi vedo, ho così poco coraggio,
6. che non so esprimere ciò che sento nel cuore;
7. così, tacendo, perdo ogni possibilità [di ottenere il vostro amore],
8. a meno che voi non facciate come il buon signore,

9. che prima che qualcuno chieda già se ne accorge,
10. tanto è grande la saggia comprensione che ha in sé,
11. e in questo caso il servitore non è perdente [cioè, ottiene ciò che desidera]:

12. il domandare non danneggi chi crede di poter avere successo,
13. mentre io ho timore ad esprimere a parole il mio desiderio,
14. e tuttavia con il cuore continuo a chiederne la soddisfazione.

Parafrasi discorsiva

Come il mercurio rifugge il fuoco, così fa il colorito del [mio] viso quando io sto davanti a voi in qualunque luogo, per domandarvi, mia bella, la gioia derivata dall’amore; quando vi vedo, ho così poco coraggio, che non so esprimere ciò che sento nel cuore; così, tacendo, perdo ogni possibilità [di ottenere il vostro amore], a meno che voi non facciate come il buon signore, che prima che qualcuno chieda già se ne accorge, tanto è grande la saggia comprensione che ha in sé, e in questo caso il servitore non è perdente [cioè, ottiene ciò che desidera]: il domandare non danneggi chi crede di poter avere successo; mentre io ho timore ad esprimere a parole il mio desiderio, e tuttavia con il cuore continuo a chiederne la soddisfazione.

Figure retoriche

  • Allitterazione della “o” e “f”: v. 1: ”Como l’argento vivo fugge ‘l foco”; della “o”, “co”, “or”; v. 14: “e co lo cor tuttor vi son cherente”;
  • Apostrofe v. 4: “per domandarvi, bella, gioi’ d’amore”;
  • Similitudine vv. 1-2: “Como l’argento vivo fugge ‘l foco,/ così mi fa del viso lo colore”; v. 8: “se voi non fate come ‘l bon segnore”;
  • Il tono iperbolico pervade tutto il sonetto. Es.: vv. 5-6: “veggendo voi, ardiment’ho sì poco,/ ch’io non vi saccio dicer lo mio core”;
  • Campo semantico del servizio feudale costituisce il nerbo di tutto il sonetto.

Commento



Registrati e Iscriviti alla newsletter


(Leggi la privacy)


Verrà spedita una password via e-mail.

È l'unico passaggio richiesto!

Verrai reindirizzato automaticamente in questa pagina dove troverai il commento per intero.

Hai già un'account? Effettua il login.

Lascia un commento

Devi essere loggato per postare un commento.