Analisi del testo: "O caro padre meo, de vostra laude" di Guido Guinizzelli

Scheda sintetica dell'opera
  • Autore Guido Guinizzelli
  • Titolo dell'Opera Rime
  • Data Seconda metà del XIII secolo
  • Genere Poesia lirica
  • Forma metrica Sonetto di endecasillabi con schema di rime ABAB ABAB (rima alternata) nelle quartine e ACA CAC (rima alternata) nelle terzine.

Analisi del testo e Parafrasi: “O caro padre meo, de vostra laude” di Guido Guinizzelli

Analisi del testo: "O caro padre meo, de vostra laude" di Guido Guinizzelli


Testo dell'opera

1. O caro padre meo, de vostra laude
2. non bisogna ch’alcun omo se ’mbarchi
3. ché ’n vostra mente intrar vizio non aude,
4. che for de sé vostro saver non l’archi.

5. A ciascun reo sì la porta claude,
6. che, sembr’, ha più via che Venezi’ ha Marchi;
7. entr’ a’ Gaudenti ben vostr’ alma gaude,
8. ch’al me’ parer li gaudii han sovralarchi.

9. Prendete la canzon, la qual io porgo
10. al saver vostro, che l’aguinchi e cimi,
11. ch’a voi ciò solo com’ a mastr’ accorgo,

12. ch’ell’ è congiunta certo a debel’ vimi:
13. però mirate di lei ciascun borgo
14. per vostra correzion lo vizio limi.

Parafrasi affiancata

1. O mio caro padre, è bene che
2. nessuno s’imbarchi nell’impresa della vostra lode,
3. poiché nella vostra mente non osa entrare vizio
4. che voi subito non scacciate via dalla vostra saggezza.

5. Così chiudete la porta a tutti i vizi,
6. che pare siano più numerosi dei Marchi [il nome Marco a Venezia è molto comune] a Venezia,
7. e tra i frati Gaudenti la vostra anima certo gioisce,
8. tanto che sembra che le gioie siano quasi troppe.

9. Accogliete la mia canzone, che io porgo
10. alla vostra saggezza, affinché la correggiate e perfezionate,
11. perché voi solo potete farlo come maestro,

12. poiché essa [la canzone] è stretta da deboli legami:
13. perciò analizzatela in ogni sua parte
14. cosicché ogni imperfezione venga eliminata dalla vostra correzione.

Parafrasi discorsiva

O mio caro padre, è bene che nessuno s’imbarchi nell’impresa della vostra lode, poiché nella vostra mente non osa entrare vizio che voi subito non scacciate via dalla vostra saggezza. Così chiudete la porta a tutti i vizi, che pare siano più numerosi dei Marchi [il nome Marco a Venezia è molto comune] a Venezia, e tra i frati Gaudenti la vostra anima certo gioisce, tanto che sembra che le gioie siano quasi troppe. Accogliete la mia canzone, che io porgo alla vostra saggezza, affinché la correggiate e perfezionate, perché voi solo potete farlo come maestro, poiché essa [la canzone] è stretta da deboli legami: perciò analizzatela in ogni sua parte, cosicché ogni imperfezione venga eliminata dalla vostra correzione.

Figure retoriche

  • Apostrofe v. 1: “O caro padre meo”;
  • Metafora v. 4: “archi”, cioè “allontani da te come lanciandolo con l’arco”;
  • Iperbole vv. 5-6: “A ciascun reo sì la porta claude,/ che, sembr’, ha più via che Venezi’ ha Marchi”;
  • Figura etimologica vv. 7 e 8 (“Gaudenti”-”gaude”-”gaudii”);
  • Enjambement vv. 9-10; vv. 13-14;
  • Endiadi v. 10: “l’aguinchi e cimi”.

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