Analisi del testo: "La madre" di Giuseppe Ungaretti

Scheda sintetica dell'opera
  • Autore Giuseppe Ungaretti
  • Titolo dell'Opera Sentimento del tempo
  • Data 1933
  • Genere Poesia lirica
  • Forma metrica Endecasillabi e settenari

Analisi del testo e Parafrasi: “La madre” di Giuseppe Ungaretti

Analisi del testo: "La madre" di Giuseppe Ungaretti


Testo dell'opera

1. E il cuore quando d’un ultimo battito
2. avrà fatto cadere il muro d’ombra,
3. per condurmi, Madre, sino al Signore,
4. come una volta mi darai la mano.

5. In ginocchio, decisa
6. sarai una statua davanti all’Eterno,
7. come già ti vedeva
8. quando eri ancora in vita.

9. Alzerai tremante le vecchie braccia,
10. come quando spirasti
11. dicendo: Mio Dio, eccomi.

12. E solo quando m’avrà perdonato,
13. ti verrà desiderio di guardarmi.

14. Ricorderai d’avermi atteso tanto,
15. e avrai negli occhi un rapido sospiro.

Parafrasi affiancata

1. E quando il mio cuore con un il suo ultimo battito
2. avrà fatto cadere il muro misterioso della morte
3. per condurmi, o madre, al cospetto del Signore,
4. tu mi darai la mano come al tempo dell’infanzia.

5. In ginocchio, decisa,
6. tu resterai immobile come una statua ad attendere il giudizio dell’Eterno,
7. nello stesso atteggiamento in cui ti vedevo
8. quando eri ancora in vita.

9. Solleverai le tue braccia anziane tremanti,
10. come quando moristi
11. dicendo: “Eccomi, mio Dio”.

12. E solo quando (Dio) m’avrà perdonato,
13. ti verrà il desiderio di guardarmi.

14. Ti ricorderai di avermi atteso a lungo,
15. e avrai negli occhi un sospiro di serenità.

Parafrasi discorsiva

E quando il mio cuore con il suo ultimo battito avrà fatto cadere il muro misterioso della morte per condurmi, o madre, al cospetto del Signore, tu mi darai la mano come al tempo dell’infanzia. In ginocchio, decisa, tu resterai immobile come una statua ad attendere il giudizio dell’Eterno, nello stesso atteggiamento in cui ti vedevo quando eri ancora in vita. Solleverai le tue braccia anziane tremanti, come quando moristi dicendo: “Eccomi, mio Dio”. E solo quando (Dio) m’avrà perdonato, ti verrà il desiderio di guardarmi. Ti ricorderai di avermi atteso a lungo, e avrai negli occhi un sospiro di serenità.

Figure retoriche

  • Analogia v. 2: “avrà fatto cadere il muro d’ombra”;
  • Anastrofe v. 1-2: “E il cuore quando d’un ultimo battito/ avrà fatto cadere il muro d’ombra”; v. 4: “come una volta mi darai la mano”;
  • Metafora v. 6: “sarai una statua davanti all’Eterno”;
  • Sinestesia v. 15: “e avrai negli occhi un rapido sospiro”.

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