Analisi del testo: "Inno a Satana" di Giosuè Carducci

Scheda sintetica dell'opera
  • Autore Giosuè Carducci
  • Titolo dell'Opera Poesie
  • Prima edizione dell'opera 1869 sulla rivista bolognese Il popolo (ma l’inno è stato composto nel 1863)
  • Genere Poesia lirica
  • Forma metrica Strofette di quinari sdruccioli e piani. I versi piani rimano secondo lo schema abcb

Analisi del testo e Parafrasi: “Inno a Satana” di Giosuè Carducci

Analisi del testo: "Inno a Satana" di Giosuè Carducci


Testo dell'opera

1. A te, de l’essere
2. Principio immenso,
3. Materia e spirito,
4. Ragione e senso;

5. Mentre ne’ calici
6. Il vin scintilla
7. Sí come l’anima
8. Ne la pupilla;

9. Mentre sorridono
10. La terra e il sole
11. E si ricambiano
12. D’amor parole,
13. E corre un fremito
14. D’imene arcano
15. Da’ monti e palpita
16. Fecondo il piano;

17. A te disfrenasi
18. Il verso ardito,
19. Te invoco, o Satana,
20. del convito.

21. Via l’aspersorio
22. Prete, e il tuo metro!
23. No, prete, Satana
24. Non torna in dietro!

25. Vedi: la ruggine
26. Rode a Michele
27. Il brando mistico,
28. Ed il fedele

29. Spennato arcangelo
30. Cade nel vano.
31. Ghiacciato è il fulmine
32. A Geova in mano.

33. Meteore pallide,
34. Pianeti spenti,
35. Piovono gli angeli
36. Da i firmamenti.

37. Ne la materia
38. Che mai non dorme,
39. Re de i fenomeni,
40. Re de le forme,

41. Sol vive Satana.
42. Ei tien l’impero
43. Nel lampo tremulo
44. D’un occhio nero,

45. O ver che languido
46. Sfugga e resista,
47. Od acre ed umido
48. Pròvochi, insista.

49. Brilla de’ grappoli
50. Nel lieto sangue,
51. Per cui la rapida
52. Gioia non langue,

53. Che la fuggevole
54. Vita ristora,
55. Che il dolor proroga
56. Che amor ne incora.

57. Tu spiri, o Satana,
58. Nel verso mio,
59. Se dal sen rompemi
60. Sfidando il dio

61. De’ rei pontefici,
62. De’ re crüenti:
63. E come fulmine
64. Scuoti le menti.

65. A te, Agramainio,
66. Adone, Astarte,
67. E marmi vissero
68. E tele e carte,

69. Quando le ioniche
70. Aure serene
71. Beò la Venere
72. Anadiomene.

73. A te del Libano
74. Fremean le piante,
75. De l’alma Cipride
76. Risorto amante:

77. A te ferveano
78. Le danze e i cori,
79. A te i virginei
80. Candidi amori,

81. Tra le odorifere
82. Palme d’Idume,
83. Dove biancheggiano
84. Le ciprie spume.

85. Che val se barbaro
86. Il nazareno
87. Furor de l’agapi
88. Dal rito osceno

89. Con sacra fiaccola
90. I templi t’arse
91. E i sogni argolici
92. A terra sparse?

93. Te accolse profugo
94. Tra gli dèi lari
95. La plebe memore
96. Ne i casolari.

97. Quindi un femineo
98. Sen palpitante
99. Empiendo, fervido
100. Nume ed amante,

101. La strega pallida
102. D’eterna cura
103. Volgi a soccorrere
104. L’egra natura.

105. Tu a l’occhio immobile
106. De l’alchimista,
107. Tu de l’indocile
108. Mago a la vista,

109. Del chiostro torpido
110. Oltre i cancelli,
111. Riveli i fulgidi
112. cieli novelli.

113. A la Tebaide
114. Te ne le cose
115. Fuggendo, il monaco
116. Triste s’ascose.

117. O dal tuo tramite
118. Alma divisa,
119. Benigno è Satana;
120. Ecco Eloisa.

121. In van ti maceri
122. Ne l’aspro sacco:
123. Il verso ei mormora
124. Di Maro e Flacco

125. Tra la davidica
126. Nenia ed il pianto;
127. E, forme delfiche,
128. A te da canto,

129. Rosee ne l’orrida
130. Compagnia nera,
131. Mena Licoride,
132. Mena Glicera.

133. Ma d’altre imagini
134. D’età più bella
135. Talor si popola
136. L’insonne cella.

137. Ei, da le pagine
138. Di Livio, ardenti
139. Tribuni, consoli,
140. Turbe frementi

141. Sveglia; e fantastico
142. D’italo orgoglio
143. Te spinge, o monaco,
144. Su ’l Campidoglio

145. E voi, che il rabido
146. Rogo non strusse,
147. Voci fatidiche,
148. Wicleff ed Husse,

149. A l’aura il vigile
150. grido mandate:
151. S’innova il secolo
152. Piena è l’etade.

153. E già già tremano
154. Mitre e corone:
155. Dal chiostro brontola
156. La ribellione,

157. E pugna e prèdica
158. Sotto la stola
159. Di fra’ Girolamo
160. Savonarola.

161. Gittò la tonaca
162. Martin Lutero:
163. Gitta i tuoi vincoli,
164. Uman pensiero,

165. E splendi e folgora
166. Di fiamme cinto;
167. Materia, inalzati:
168. Satana ha vinto.

169. Un bello e orribile
170. Mostro si sferra,
171. Corre gli oceani,
172. Corre la terra:

173. Corusco e fumido
174. Come i vulcani,
175. I monti supera,
176. Divora i piani;

177. Sorvola i baratri;
178. Poi si nasconde
179. Per antri incogniti,
180. Per vie profonde
181. Ed esce; e indomito
182. Di lido in lido
183. Come di turbine
184. Manda il suo grido,

185. Come di turbine
186. L’alito spande:
187. Ei passa, o popoli,
188. Satana il grande.

189. Passa benefico
190. Di loco in loco
191. Su l’infrenabile
192. Carro del foco.

193. Salute, o Satana,
194. O ribellione,
195. O forza vindice
196. De la ragione!

197. Sacri a te salgano
198. Gl’incensi e i vóti!
199. Hai vinto il Geova
200. De i sacerdoti

Parafrasi affiancata

1-2. A te, principio grandissimo di tutto ciò che esiste,
3. entità materiale e spirituale,
4. ragione e sensazione,

5. mentre nei calici
6. brilla il vino
7. come l’anima
8. negli occhi;

9-16. e scende dai monti un tremito di una misteriosa relazione d’amore e la pianura fertile sussulta,

17. verso di te si libera
18. la coraggiosa poesia,
19. invoco te, o Satana,
20. re del banchetto.

21-22. Prete, metti via l’aspersorio e le tue formule!
23. No, prete, Satana
24. non ritorna indietro!

25. Vedi:la ruggine
26. corrode all’arcangelo Michele
27. la sacra spada (con cui scacciò gli angeli ribelli)
28. e l’arcangelo fedele a Dio

29-30. cade nel vuoto come un uccello spennato.
31-32. Il fulmine che teneva in mano Geova (il dio ebraico) si è ghiacciato.

33. Come stelle cadenti,
34. come pianeti senza luce
35. cadono gli angeli
36. dal cielo.

37. Nella materia
38. che non si ferma mai,
39-41. vive solo Satana (= v. 41), re dei fenomeni naturali, re delle forme.

42. Egli mantiene il comando
43. nel bagliore tremolante
44. di uno sguardo femminile,

45. sia che struggente
46. sia sfuggente e resistente,
47. sia che pungente e languido
48. sia provocante e insistente.

49. Brilla nel vino (l’allegro liquido derivato dai grappoli),
50-56. cosicché la fulminea gioia che dà sollievo alla vita che finisce rapidamente, che allontana il dolore, che ci mette nel cuore l’amore, non si dissolve.

57. O Satana, tu ispiri
58. i miei versi,
59. se mi nascono dal cuore
60. sfidando il dio

61. dei papi malvagi
62. e dei sovrani violenti
63. e come un fulmine
64. risvegli le menti.

65-68. Per te vissero Agramainio, Adone, Astarte e si crearono statue, pitture e opere letterarie,

69-72. quando Venere che nasce dalle acque rese felici i cieli tranquilli della Ionia.

73-76. In tua presenza, Adone, amante risuscitato dai morti della divina dea di Cipro (Venere), i cedri del Libano erano mossi dal vento;

77-80. per te si moltiplicavano i balli e i canti, a te (si rivolgevano) i primi amori innocenti e puri

81. tra le profumate
82. palme di Idume
83. dove si infrangono
84. le onde di Cipro.

85-88. Che cosa importa tutto questo, se in modo rozzo la violenza cristiana dei banchetti durante i quali si svolgono riti osceni

89. con una fiaccola sacra
90. incendiò i tuoi templi
91-92. e distrusse buttandole a terra le statue greche?

93-96. Il popolo, fedele ai culti antichi, ti accolse fuggiasco nelle case di campagna in mezzo agli dei protettori della casa.

97-100. Quindi agitando un seno di donna, dio ed amante appassionato,

101-104. induci la strega dalla carnagione pallida, eternamente preoccupata dei suoi rituali, a venire in aiuto agli uomini malati.

105-112. Tu riveli cieli nuovi e splendenti all’alchimista con l’occhio immobile sui suoi esperimenti, alla vista del mago insoddisfatto, oltre i cancelli del loro chiuso laboratorio.

113-116. Il monaco triste si nascose a Tebaide, scappando da te nei fenomeni naturali.

117-120. Anima divisa per mezzo di te, Satana è benevolo; ecco qui Eloisa.

121. Invano ti logori
122. nella tunica scomoda:
123. Satana bisbiglia i versi
124. di Virgilio (Publio Virgilio Marone) e Orazio (Quinto Orazio Flacco)

125-132. tra la cantilena dei salmi di David e i lamenti; e ti canta, tra le tonache nere, forme classiche di colori vivaci, porta Liconide e Glicera.

133-136. Ma la cella del monaco insonne talvolta si riempie di immagini dell’età antica, migliore di quella attuale.

137-144. Satana risveglia, dai libri concitati di Livio tribuni, consoli e folle agitate; e con la mente piena di orgoglio italico, monaco, ti spinge sul Campidoglio (a tentare di restaurare la Repubblica romana).

145-152. E voi, Wycliffe e Huss, voci profetiche, che il fuoco rabbioso non distrusse, spargete attraverso l’aria il vostro grido attento; è un’epoca di rinnovamento, l’età è di rinascita.

153. E ormai sono traballanti
154. papi e re:
155. dall’interno della chiesa nasce
156. la ribellione

157. e combatte e parla
158. attraverso (sotto la stuola)
159. il frate Girolamo
160. Savonarola.

161. Fu scomunicato (gettò la tonaca)
162. Martin Lutero,
163. getta le tue catene e sii libero,
164. pensiero dell’uomo,

165. e risplendi e fulmina
166. circondato dal fuoco;
167. materia, elevati,
168. Satana ha vinto.

169-188. La macchina a vapore, marchingegno bello e terribile si slancia, percorre in mari e la terra: fiammeggiante e fumante come i vulcani, oltrepassa le montagne, corre tra le pianure; passa sopra le voragini, poi si nasconde in grotte segrete, in gallerie profonde; poi esce e, indomabile, emette il suo suono come quello di una tempesta di spiaggia in spiaggia, spande il suo vento come quello di una tempesta: egli passa, o popoli, il grande Satana.

189. Passa benefico
190. di luogo in luogo
191-192. su un carro di fuoco che non si può fermare.

193. Ti saluto, o Satana,
194. o ribellione,
195. o forza vendicatrice
196. della ragione.

197-200. Salgano a te i sacri incensi e i buoni propositi! Hai sconfitto il Dio che predicano i sacerdoti!

Parafrasi discorsiva

A te, principio grandissimo di tutto ciò che esiste, entità materiale e spirituale, ragione e sensazione, mentre nei calici brilla il vino come l’anima negli occhi; e scende dai monti un tremito di una misteriosa relazione d’amore e la pianura fertile sussulta, verso di te si libera la coraggiosa poesia, invoco te, o Satana, re del banchetto. Prete, metti via l’aspersorio e le tue formule! No, prete, Satana non ritorna indietro! Vedi:la ruggine corrode all’arcangelo Michele la sacra spada (con cui scacciò gli angeli ribelli) e l’arcangelo fedele a Dio cade nel vuoto come un uccello spennato. Il fulmine che teneva in mano Geova (il dio ebraico) si è ghiacciato. Come stelle cadenti, come pianeti senza luce cadono gli angeli dal cielo. Nella materia che non si ferma mai, vive solo Satana, re dei fenomeni naturali, re delle forme. Egli mantiene il comando nel bagliore tremolante di uno sguardo femminile, sia che struggente sia sfuggente e resistente, sia che pungente e languido sia provocante e insistente. Brilla nel vino (l’allegro liquido derivato dai grappoli), cosicché la fulminea gioia che dà sollievo alla vita che finisce rapidamente, che allontana il dolore, che ci mette nel cuore l’amore, non si dissolve. O Satana, tu ispiri i miei versi, se mi nascono dal cuore sfidando il dio dei papi malvagi e dei sovrani violenti e come un fulmine risvegli le menti. Per te vissero Agramainio, Adone, Astarte e si crearono statue, pitture e opere letterarie, quando Venere che nasce dalle acque rese felici i cieli tranquilli della Ionia. In tua presenza, Adone, amante risuscitato dai morti della divina dea di Cipro (Venere), i cedri del Libano erano mossi dal vento; per te si moltiplicavano i balli e i canti, a te (si rivolgevano) i primi amori innocenti e puri tra le palme profumate di Idume dove si infrangono le onde di Cipro. Che cosa importa tutto questo, se in modo rozzo la violenza cristiana dei banchetti durante i quali si svolgono riti osceni con una fiaccola sacra incendiò i tuoi templi e distrusse buttandole a terra le statue greche? Il popolo, fedele ai culti antichi, ti accolse fuggiasco nelle case di campagna in mezzo agli dei protettori della casa. Quindi agitando un seno di donna, dio ed amante appassionato, induci la strega dalla carnagione pallida, eternamente preoccupata dei suoi rituali, a venire in aiuto agli uomini malati. Tu riveli cieli nuovi e splendenti all’alchimista con l’occhio immobile sui suoi esperimenti, alla vista del mago insoddisfatto, oltre i cancelli del loro chiuso laboratorio. Il monaco triste si nascose a Tebaide, scappando da te nei fenomeni naturali. Anima divisa per mezzo di te, Satana è benevolo; ecco qui Eloisa. Invano ti logori nella tunica scomoda: Satana bisbiglia i versi di Virgilio (Publio Virgilio Marone) e Orazio (Quinto Orazio Flacco) tra la cantilena dei salmi di David e i lamenti; e ti canta, tra le tonache nere, forme classiche di colori vivaci, porta Liconide e Glicera. Ma la cella del monaco insonne talvolta si riempie di immagini dell’età antica, migliore di quella attuale. Satana risveglia, dai libri concitati di Livio tribuni, consoli e folle agitate; e con la mente piena di orgoglio italico, monaco, ti spinge sul Campidoglio (a tentare di restaurare la Repubblica romana). E voi, Wycliffe e Huss, voci profetiche, che il fuoco rabbioso non distrusse, spargete attraverso l’aria il vostro grido attento; è un’epoca di rinnovamento, l’età è di rinascita. E ormai sono traballanti papi e re: dall’interno della chiesa nasce la ribellione e combatte e parla attraverso il frate Girolamo Savonarola. Fu scomunicato Martin Lutero, getta le tue catene e sii libero, pensiero dell’uomo, e risplendi e fulmina circondato dal fuoco; materia, elevati, Satana ha vinto. La macchina a vapore, marchingegno bello e terribile si slancia, percorre in mari e la terra: fiammeggiante e fumante come i vulcani, oltrepassa le montagne, corre tra le pianure; passa sopra le voragini, poi si nasconde in grotte segrete, in gallerie profonde; poi esce e, indomabile, emette il suo suono come quello di una tempesta di spiaggia in spiaggia, spande il suo vento come quello di una tempesta: egli passa, o popoli, il grande Satana. Passa benefico di luogo in luogo su un carro di fuoco che non si può fermare. Ti saluto, o Satana, o ribellione, o forza vendicatrice della ragione. Salgano a te i sacri incensi e i buoni propositi! Hai sconfitto il Dio che predicano i sacerdoti!

Figure retoriche

  • Enjambements “de l’essere / principio immenso” (vv. 1-2); “sorridono / la terra e il sole” (vv. 9-10); “fremito / d’imene” (vv. 13-14); “palpita / fecondo il piano” (vv. 16-17); “disfrenasi / il verso ardito” (vv. 17-18); “o Satana / re del convito” (vv. 19-20); “Satana / non torna” (vv. 23-24); “la ruggine / rode” (vv. 25-26); “fedele / spennato” (vv. 28-29); “arcangelo / cade” (vv. 29-30); “lampo tremulo / d’un occhio nero” (vv. 43-44); “de’ grappoli / nel lieto sangue” (vv. 49-50); “rapida / gioia” (vv. 51-52); “fuggevole / vita” (vv. 53-54); “il dio / de’ rei pontefici” (vv. 60-61); “ioniche / aure serene” (vv. 69-70); “de l’alma Cipride / risorto amante” (vv. 75-76); “ferveano / le danze e i cori” (vv. 77-78); “virginei / candidi amori” (vv. 79-80); “odorifere / palme” (vv. 81-82); “biancheggiano / le ciprie spume” (vv. 83-84); “barbaro / il nazareno” (vv. 85-86); “nazareno / furor” (vv. 86-87); “femineo / sen” (vv. 97-98); “fervido / nume” (vv. 99-100); “pallida / d’eterna cura” (vv. 101-102); “occhio immobile / de l’alchimista” (vv. 105-106); “indocile / mago” (vv. 107-108); “fulgidi / cieli” (vv. 111-112); “monaco / triste” (vv. 115-116); “mormora / di Maro e Flacco” (vv. 123-124); “davidica / nenia” (vv. 125-126); “orrida / compagnia” (vv. 129-130); “immagini / d’età più bella” (vv. 133-134); “si popola / l’insonne cella” (vv. 135-136); “pagine / di Livio” (vv. 137-138); “ardenti / tribuni” (vv. 138-139); “turbe frementi / sveglia” (vv. 140-141); “fantastico / d’italo orgoglio” (vv. 141-142); “rabido / rogo” (vv. 145-146); “vigile / grido” (vv. 149-150); “tremano / mitre” (vv. 153-154); “brontola / la ribellione” (vv. 155-156); “stola / di fra’ Girolamo” (vv. 158-159); “Girolamo / Savonarola” (vv. 159-160); “orribile / mostro” (vv. 169-170); “infrenabile / carro” (vv. 191-192); “forza vindice / de la ragione” (vv. 195-196); “salgano / gl’incensi” (vv. 197-198); “Geova / de i sacerdoti” (vv. 199-200);
  • Anafore “re” (vv. 39-40); “che” (vv. 55-56); “a te” (v. 73, 77, 79); “mena” (vv. 131-132); “corre” (vv. 171-172); “come di turbine” (vv. 183, 185); “passa” (vv. 187, 189);
  • Polisindeto“e marmi […] / e tele e carte” (vv. 67-68);
  • Apostrofi “o Satana” (vv. 19, 57, 193); “prete” (vv. 22, 23); “de l’alma Cipride / risorto amante” (vv. 75-76); “alma divisa” (v. 118); “o monaco” (v. 143); “voci fatidiche, Wiclef e Husse” (vv. 147-148); “uman pensiero” (v. 164); “materia” (v. 167); “o popoli” (v. 187);
  • Chiasmi “materia e spirito / ragione e senso” (vv. 3-4); “De’ rei pontefici, / De’ re crüenti” (vv. 61-62); “i monti supera / divora i piani” (vv. 175-176);
  • Anastrofi “de l’essere / principio immenso” (vv. 1-2); “ne’ calici / il vin scintilla” (vv. 5-6); “d’amor parole” (v. 12); “ghiacciato è il fulmine / a Geova in mano” (vv. 31-32); “de’ grappoli / nel lieto sangue” (vv. 49-50); “la fuggevole / vita ristora” (vv. 53-54); “e marmi vissero” (v. 67); “del Libano / fremean le piante” (vv. 73-74); “de l’alma Cipride / risorto amante” (vv. 75-76); “i templi t’arse” (v. 90); “te accolse […] / la plebe” (vv. 93-95); “de l’indocile / mago a la vista” (vv. 107-108); “del chiostro torpido / oltre i cancelli” (vv. 109-110); “ardenti / tribuni […] sveglia” (vv. 138-141); “il vigile / grido mandate” (vv. 149-150); “piena è l’etate” (v. 152); “di fiamme cinto” (v. 166);
  • Similitudini “scintilla / sì come l’anima / ne la pupilla” (vv. 6-8); “come fulmine / scuoti le menti” (vv. 63-64); “corusco e fumido / come i vulcani” (vv. 173-174); “come di turbine […] / l’alito spande” (vv. 183-186);
  • Metafore “palpita / fecondo il piano” (vv. 16-17); “meteore pallide / pianeti spenti” (vv. 33-34); “piovono gli angeli” (v. 35); “nel lampo tremulo / d’un occhio nero” (vv. 43-44); “lieto sangue” (v. 50); “aspro sacco” (v. 122); “insonne cella” (v. 136); “un bello e orribile / mostro” (vv. 169-170);
  • Sineddochi “pupilla” (v. 8); “spume” (v. 84); “mitre” (v. 154); “corone” (v. 154);
  • Metonimie “occhio nero” (v. 44); “sen” (v. 59); “marmi” (v.67); “tele” (v. 68); “carte” (v. 68); “segni argolici” (v. 91); “l’egra natura” (v. 104); “pagine” (v. 137);
  • Personificazione “sorridono / la terra e il sole / e si ricambiano / d’amor parole” (vv. 9-12); “insonne cella” (v. 136); “gitta i tuoi vincoli, uman pensiero” (vv. 163-164); “materia, innalzati” (v. 167); “manda il suo grido” (v. 184).

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