Analisi del testo: "Vedut’ho la lucente stella diana" di Guido Guinizzelli

Scheda sintetica dell'opera
  • Autore Guido Guinizzelli
  • Titolo dell'Opera Rime
  • Data Seconda metà del XIII secolo
  • Genere Poesia lirica
  • Forma metrica Sonetto di endecasillabi con schema di rime ABAB nelle quartine, CDC DCD nelle terzine (rime incrociate nelle quartine, alternate nelle terzine)

Analisi del testo e Parafrasi: “Vedut’ho la lucente stella diana” di Guido Guinizzelli

Analisi del testo: "Vedut’ho la lucente stella diana" di Guido Guinizzelli


Testo dell'opera

1. Vedut’ho la lucente stella diana,
2. ch’apare anzi che ’l giorno rend’albore,
3. c’ha preso forma di figura umana;
4. sovr’ogn’altra me par che dea splendore:

5. viso de neve colorato in grana,
6. occhi lucenti, gai e pien’ d’amore;
7. non credo che nel mondo sia cristiana
8. sì piena di biltate e di valore.

9. Ed io dal suo valor son assalito
10. con sì fera battaglia di sospiri
11. ch’avanti a lei de dir non seri’ ardito.

12. Così conoscess’ella i miei disiri!
13. ché, senza dir, de lei seria servito
14. per la pietà ch’avrebbe de’ martiri.

Parafrasi affiancata

1. Ho visto la luminosa stella mattutina (= il pianeta Venere),
2. che appare prima che il giorno manifesti il suo chiarore (= prima che spunti l’alba)
3. e che ha assunto l’aspetto di una figura umana;
4. mi pare che risplenda più di ogni altra stella;

5. Un viso candido come la neve, colorato di rosso,
6. gli occhi brillanti, gioiosi e pieni di amore;
7. non credo che al mondo esista una donna
8. così piena di bellezza e di virtù.

9. Ed io sono colpito dalla sua virtù
10. con una lotta di sospiri (sofferenza) così crudele
11. che davanti a lei non avrei il coraggio di parlare.

12. Così, magari lei potesse conoscere i miei desideri!
13. Poiché, senza bisogno di parlare, sarei ricompensato da lei
14. perché proverebbe compassione per i miei dolori.

Parafrasi discorsiva

Ho visto la luminosa stella mattutina (= il pianeta Venere), che appare prima che il giorno manifesti il suo chiarore (= prima che spunti l’alba) e che ha assunto l’aspetto di una figura umana; mi pare che risplenda più di ogni altra stella.
Un viso candido come la neve, colorato di rosso, gli occhi brillanti, gioiosi e pieni di amore; non credo che al mondo esista una donna così piena di bellezza e di virtù.
Ed io sono colpito dalla sua virtù con una lotta di sospiri (sofferenza) così crudele che davanti a lei non avrei il coraggio di parlare.
Così, magari lei potesse conoscere i miei desideri! Poiché, senza bisogno di parlare, sarei ricompensato da lei perché proverebbe compassione per i miei dolori.

Figure retoriche

  • Enjambements vv. 7-8;
  • Allitterazioni della “f”: v. 3: “forma di figura”; della “d”: v. 11: “ddir non seri’ ardito”; della “s” e del gruppo “ser”: v. 13: “ché, senza dir, de lei seria servito”;
  • Anastrofi v. 1: “vedut’ho”; v. 9: “dal suo valor son assalito”; v. 11: “de dir non seri’ ardito”; v. 13: “de lei seria servito”;
  • Metafore v. 1: “lucente stella diana”; v. 5: “viso de neve”; v. 10: “battaglia di sospiri”;
  • Iperboli vv. 7-8: “non credo che nel mondo sia cristiana / sì piena di biltate e di valore”; v. 14: “per la pietà ch’avrebbe de’ martiri”;
  • Anadiplosi vv. 8-9: “valore”.

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