Analisi del testo: "Pace non trovo, et non ò da far guerra" di Francesco Petrarca

Scheda sintetica dell'opera
  • Autore Francesco Petrarca
  • Titolo dell'Opera Rerum vulgarium fragmenta (Canzoniere)
  • Data Tra il 1336 e il 1374
  • Genere Poesia lirica
  • Forma metrica Sonetto con quartine a rima alternata e terzine a rima ripetuta. Schema ABAB, ABAB, CDE, CDE

Analisi del testo e Parafrasi: “Pace non trovo, et non ò da far guerra” di Francesco Petrarca

Analisi del testo: "Pace non trovo, et non ò da far guerra" di Francesco Petrarca


Testo dell'opera

1. Pace non trovo, et non ò da far guerra;
2. e temo, et spero; et ardo, et son un ghiaccio;
3. et volo sopra ’l cielo, et giaccio in terra;
4. et nulla stringo, et tutto ’l mondo abbraccio.

5. Tal m’à in pregion, che non m’apre né serra,
6. né per suo mi riten né scioglie il laccio;
7. et non m’ancide Amore, et non mi sferra,
8. né mi vuol vivo, né mi trae d’impaccio.

9. Veggio senza occhi, et non ò lingua et grido;
10. et bramo di perir, et cheggio aita;
11. et ò in odio me stesso, et amo altrui.

12. Pascomi di dolor, piangendo rido;
13. egualmente mi spiace morte et vita:
14. in questo stato son, donna, per voi.

Parafrasi affiancata

1. Non trovo pace, ma neppure ho i mezzi per combattere;
2. ho paura e speranza al tempo stesso; e ardo d’amore e mi sento gelare per il timore;
3. e volo sopra il cielo per la felicità e poi sprofondo in terra per la disperazione;
4. e nella mia immaginazione possiedo tutto il mondo, ma in realtà non ho nulla.

5. Mi tiene prigioniero l’amore (v. 7: “Amore”), che non mi libera ma neppure mi rinchiude del tutto,
6. non mi trattiene ma neppure mi scioglie dalle catene;
7. e non mi dà il colpo di grazia ma neppure mi estrae la freccia dalla ferita,
8. non mi vuole vivo ma neppure mi libera dalla sofferenza uccidendomi una volta per tutte.

9. Vedo ma sono accecato dall’amore e sono incapace di parlare per il dolore, eppure grido;
10. e desidero morire, eppure chiedo aiuto.
11. e odio me stesso e amo un’altra persona.

12. Mi nutro di dolore, sono contento di piangere;
13. mi sono insopportabili allo stesso modo sia la vita che la morte:
14. Laura, sono in questo stato per causa tua.

Parafrasi discorsiva

Non trovo pace, ma neppure ho i mezzi per combattere. Ho paura e speranza al tempo stesso. Ardo d’amore e mi sento gelare per il timore. Volo sopra il cielo per la felicità e poi sprofondo in terra per la disperazione. Nella mia immaginazione possiedo tutto il mondo, ma in realtà non ho nulla.
Mi tiene prigioniero l’amore, che non mi libera ma neppure mi rinchiude del tutto, non mi trattiene ma neppure mi scioglie dalle catene. Non mi dà il colpo di grazia ma neppure mi estrae la freccia dalla ferita, non mi vuole vivo ma neppure mi libera dalla sofferenza uccidendomi una volta per tutte.
Vedo ma sono accecato dall’amore. Sono incapace di parlare per il dolore, eppure grido. Desidero morire, eppure chiedo aiuto. Odio me stesso e amo un’altra persona.
Mi nutro di dolore, sono contento di piangere. Mi sono insopportabili allo stesso modo sia la vita che la morte. Laura, sono in questo stato per causa tua.

Figure retoriche

  • L’intero testo è costruito su una serie di paradossi;
  • Chiasmi v. 1: “Pace non trovo et non ò da far guerra”; v. 9: “Veggio senza occhi, et non ò lingua et grido”;
  • Metafore v. 2: “ardo, et son un ghiaccio”; v. 3: “volo sopra ‘l cielo, et giaccio in terra”; v. 12: “Pascomi di dolor”;
  • Parallelismi v. 3: “volo sopra ‘l cielo, et giaccio in terra”; v. 4: “nulla stringo, et tutto ‘l mondo abbraccio”; v. 11: “ho in odio me stesso, et amo altrui”;
  • Paronomasia vv. 2-3: “ghiaccio… giaccio”;
  • Anastrofe v. 7: “non m’ancide Amore”;
  • Ossimori v. 9: “Veggio senza occhi”; v. 12: “piangendo rido”;
  • Commoratio vv. 5-6: “non m’apre né serra, / né per suo mi ritene né scioglie il laccio”; vv. 7-8: “et non m’ancide Amore, et non mi sferra,/ né mi vuol vivo, né mi trae d’impaccio.”;
  • Enumerazioni per polisindeto vv. 1-4: “et non ho… e temo, et spero; et ardo, et son… et volo… “; vv. 4-8: “né serra… né per suo… né scioglie… et non m’ancide… et non mi sferra…”;
  • Antitesi v. 11: “ho in odio me stesso, et amo altrui”.

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