S'i' fosse foco di Cecco Angiolieri

Scheda sintetica dell'opera
  • Autore Cecco Angiolieri
  • Titolo dell'Opera Rime
  • Data Tra la fine del XIII e l'inizio del XIV sec.
  • Genere Poesia lirica
  • Forma metrica Sonetto con rime incrociate nelle quartine e alternate nelle terzine. Lo schema è ABBA, ABBA; CDC, DCD. Parole in rima: mondo, profondo, giocondo, tondo; tempestarei, annegherei (rima imperfetta), imbrigarei, farei; padre, madre, leggiadre; lui, fui, altrui

Analisi del testo: “S’i’ fosse foco” di Cecco Angiolieri

S'i' fosse foco di Cecco Angiolieri


Testo dell'opera

1. S’i’ fosse foco, ardere’ il mondo;
2. s’i’ fosse vento, lo tempestarei;
3. s’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei;
4. s’i’ fosse Dio, mandereil’en profondo;

5. s’i’ fosse papa, serei allor giocondo,
6. ché tutti cristïani embrigarei;
7. s’i’ fosse ‘mperator, sa’ che farei?
8. a tutti mozzarei lo capo a tondo.

9. S’i’ fosse morte, andarei da mio padre;
10. s’i’ fosse vita, fuggirei da lui:
11. similemente faria da mi’ madre,

12. S’i’ fosse Cecco, com’i’ sono e fui,
13. torrei le donne giovani e leggiadre:
14. le vecchie e laide lasserei altrui.

Parafrasi affiancata

1. Se io fossi fuoco, brucerei il mondo;
2. se fossi vento, gli manderei una tempesta;
3. se fossi acqua, lo annegherei;
4. se fossi Dio, lo farei sprofondare;

5. se fossi il papa, allora sarei felice,
6. perché metterei nei guai tutti i cristiani;
7. se fossi l’imperatore, lo farei senz’altro:
8. taglierei la testa a tutti quelli che mi stanno intorno.

9. Se fossi la morte, andrei da mio padre;
10. se fossi la vita, non starei insieme a lui:
11. lo stesso farei con mia madre.

12. Se fossi Cecco, come in effetti sono e sono sempre stato,
13. prenderei le donne giovani e belle
14. e lascerei agli altri le vecchie e brutte.

Parafrasi discorsiva

Se io fossi fuoco, brucerei il mondo; se fossi vento, gli manderei una tempesta; se fossi acqua, lo annegherei; se fossi Dio, lo farei sprofondare; se fossi il papa, allora sarei felice, perché metterei nei guai tutti i cristiani; se fossi l’imperatore, lo farei senz’altro: taglierei la testa a tutti quelli che mi stanno intorno. Se fossi la morte, andrei da mio padre; se fossi la vita, non starei insieme a lui: lo stesso farei con mia madre. Se fossi Cecco, come in effetti sono e sono sempre stato, prenderei le donne giovani e belle e lascerei agli altri le vecchie e brutte.

(11) Commenti e Domande

  1. Commento sottile e curato, quasi accademico, che invita giustamente a non prendere alla lettera l’espressione iperbolica del testo. E, tuttavia, non parlerei solo di “gioco letterario” né di sola parodia dei generi “seri” e “ufficiali.” Aggiungerei dell’altro: quanto meno un atteggiamento graffiante verso una visione del mondo pacificata e rassicurante, unitamente all’invito a vivere all’insegna di un sano e piacevole oraziano “carpe diem.” Se il sonetto fosse stato scritto oggi non parleremmo forse di relativismo o, addirittura, di nichilismo?

  2. io amplierei gli orizzonti “individuali” della lirica, rimarcandone il valore simbolico di un tempo che vive radicali trasformazioni sociali economiche politiche e culturali… troverei una scoperta corrispondenza tra sonetto e contesto storico dinamico: l’ossessione iperbolica distruttiva di Angiolieri risponderebbe all’aggressività dei ceti borghesi contro il vecchio ordine sociale ed economico difeso, negli stessi anni, da Dante.

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