Analisi del testo: "La sera fiesolana" di Gabriele D'Annunzio

Scheda sintetica dell'opera
  • Autore Gabriele D'Annunzio
  • Titolo dell'Opera Alcyone
  • Prima edizione dell'opera 1899 sulla rivista Nuova Antologia; poi in Alcyone nel 1903
  • Genere Poesia lirica
  • Forma metrica Tre strofe di quattordici versi endecasillabi, novenari, settenari e quinari, senza schema fisso, intervallate da riprese di tre versi, detti “laude” (un endecasillabo, un ipermetro e un quinario). Parole in rima: “sera-annera”; “foglie-coglie”; “lenta-inargenta”; “spoglie-soglie”; “velo-gelo”; “giace-pace-tace”; “bruiva-fuggitiva”; “sera-primavera”; “viti-diti”; “perde-verde”; “ancora-trascolora”; “olivi-clivi”; “sorridenti-aulenti”; “fonti-monti-orizzonti”; “segreto-divieto”; “dire-desire”; “belle-novelle-stelle”; “pare-amare-palpitare”; “forte-morte”

Analisi del testo e Parafrasi: "La sera fiesolana" di Gabriele D’Annunzio

Analisi del testo: "La sera fiesolana" di Gabriele D'Annunzio


Testo dell'opera

1. Fresche le mie parole ne la sera
2. ti sien come il fruscìo che fan le foglie
3. del gelso ne la man di chi le coglie
4. silenzioso e ancor s’attarda a l’opra lenta
5. su l’alta scala che s’annera
6. contro il fusto che s’inargenta
7. con le sue rame spoglie
8. mentre la Luna è prossima a le soglie
9. cerule e par che innanzi a sé distenda un velo
10. ove il nostro sogno si giace
11. e par che la campagna già si senta
12. da lei sommersa nel notturno gelo
13. e da lei beva la sperata pace
14. senza vederla.

15. Laudata sii pel tuo viso di perla,
16. o Sera, e pe’ tuoi grandi umidi occhi ove si tace
17. l’acqua del cielo!

18. Dolci le mie parole ne la sera
19. ti sien come la pioggia che bruiva
20. tepida e fuggitiva,
21. commiato lacrimoso de la primavera,
22. su i gelsi e su gli olmi e su le viti
23. e su i pini dai novelli rosei diti
24. che giocano con l’aura che si perde,
25. e su ’l grano che non è biondo ancóra
26. e non è verde,
27. e su ’l fieno che già patì la falce
28. e trascolora,
29. e su gli olivi, su i fratelli olivi
30. che fan di santità pallidi i clivi
31. e sorridenti.

32. Laudata sii per le tue vesti aulenti,
33. o Sera, e pel cinto che ti cinge come il salce
34. il fien che odora!

35. Io ti dirò verso quali reami
36. d’amor ci chiami il fiume, le cui fonti
37. eterne a l’ombra de gli antichi rami
38. parlano nel mistero sacro dei monti;
39. e ti dirò per qual segreto
40. le colline su i limpidi orizzonti
41. s’incùrvino come labbra che un divieto
42. chiuda, e perché la volontà di dire
43. le faccia belle
44. oltre ogni uman desire
45. e nel silenzio lor sempre novelle
46. consolatrici, sì che pare
47. che ogni sera l’anima le possa amare
48. d’amor più forte.

49. Laudata sii per la tua pura morte,
50. o Sera, e per l’attesa che in te fa palpitare
51. le prime stelle!

Parafrasi affiancata

1. Il suono delle mie parole nella sera
2. ti risulti fresco come il fruscio che producono le foglie
3. del gelso in mano di chi le raccoglie
4. in silenzio e ancora indugia lentamente in quella attività
5. sull’alta scala che si fa nera,
6. contro il tronco del gelso che diventa di un colore argenteo
7. con i suoi rami privi di foglie,
8. mentre la luna sta quasi per emergere dalle soglie
9. del cielo e sembra stendere un velo davanti a sé,
10. dove giace il nostro sogno d’amore
11. e sembra che la campagna si senta già tutta
12. inondata da lei nel gelo notturno
13. e da lei assorba il desiderato refrigerio,
14. prima ancora di vederla.

15. Sii lodata per il tuo viso color della perla,
16. o sera, e per le pozze, simili a grandi occhi umidi, in cui si distende in silenzio
17. l’acqua del cielo!

18. Il suono delle mie parole nella sera ti risulti dolce,
19. come quello della pioggia che frusciava
20. tiepida e veloce,
21. congedo triste della primavera,
22. sui gelsi, sugli olmi e sulle viti
23. e sui pini dalle pigne novelle di colore rosato che sembrano dita
24. che giocano con il vento che si perde lontano
25. e sul grano che non è ancora maturo,
26. ma non è più verde
27. e sul fieno che è già stato tagliato
28. e sta cambiando colore, sta ingiallendo,
29. e sugli olivi, sui fratelli olivi,
30. che rendono i fianchi delle colline pallidi, richiamando l’idea della santità,
31. e lieti.

32. Sii lodata per le tue vesti profumate,
33. O Sera, e per la linea dell’orizzonte che ti circonda come il ramo di salice circonda
34. il fieno profumato.

35. Io ti dirò verso quali regni
36. d’amore ci chiami il fiume, le cui sorgenti
37. eterne all’ombra dei rami antichi
38. parlano nel mistero sacro dei monti;
39. e ti dirò a causa di quale segreto
40. le colline sugli orizzonti limpidi,
41. si incurvino come labbra che un divieto,
42. chiude, e ti dirò per quale motivo la volontà di parlare
43. le rende belle
44. al di là di ogni desiderio umano
45. e nel silenzio loro sempre nuove fonti
46. di consolazione, in modo tale che sembra
47. che ogni sera l’anima le possa amare
48. di un amore più forte.

49. Sii lodata per la tua naturale fine,
50. O Sera, e per l’attesa della notte che fa luccicare in te
51. le prime stelle.

Parafrasi discorsiva

Il suono delle mie parole nella sera ti risulti fresco come il fruscio che producono le foglie del gelso in mano chi in silenzio le raccoglie e ancora indugia lentamente in quella attività sull’alta scala che si fa nera, contro il tronco del gelso che diventa di un colore argenteo con i suoi rami privi di foglie, mentre la luna sta quasi per emergere dalle soglie del cielo e sembra stendere un velo davanti a sé, dove giace il nostro sogno d’amore e sembra che la campagna si senta già tutta inondata da lei nel gelo notturno e da lei assorba il desiderato refrigerio, prima ancora di vederla.
Sii lodata per il tuo viso color della perla, o sera, e per le pozze, simili a grandi occhi umidi, in cui si distende in silenzio l’acqua del cielo!
Il suono delle mie parole nella sera ti risulti dolce, come quello della pioggia che frusciava tiepida e veloce, congedo triste della primavera, sui gelsi, sugli olmi e sulle viti e sui pini dalle pigne novelle di colore rosato che sembrano dita che giocano con il vento che si perde lontano e sul grano che non è ancora maturo, ma non è più verde e sul fieno che è già stato tagliato e sta cambiando colore, sta ingiallendo, e sugli olivi, sui fratelli olivi, che rendono i fianchi delle colline pallidi, richiamando l’idea della santità, e lieti.
Sii lodata per le tue vesti profumate, o sera, e per la linea dell’orizzonte che ti circonda come il ramo di salice circonda il fieno profumato.
Io ti dirò verso quali regni d’amore ci chiami il fiume, le cui sorgenti eterne all’ombra dei rami antichi parlano nel mistero sacro dei monti; e ti dirò a causa di quale segreto le colline si incurvino sugli orizzonti limpidi, come labbra chiuse per un divieto, e ti dirò per quale motivo la volontà di parlare le rende belle al di là di ogni desiderio umano e nel silenzio loro sempre nuove fonti di consolazione, in modo tale che sembra che ogni sera l’anima le possa amare di un amore più forte.
Sii lodata per la tua naturale fine, o sera, e per l’attesa della notte che fa luccicare in te le prime stelle.

Figure retoriche

  • Allitterazioni Tutta la poesia è percorsa da allitterazioni e giochi fonici: si riportano alcuni esempi (si notino, in generale, le ripetizioni di “fr”, “sc”, “r”, “f”, “a”, “s”, “t”, “c”, “m”, “l”): “fresche le mie parole ne la sera / ti sien come il fruscio che fan le foglie” (vv. 1-2); “ancor s’attarda a l’opra lenta / su l’alta scala” (vv. 5-6); “laudata sii pel… perla” (v. 15)“cinto che ti cinge come il salce” (v. 32); “reami / d’amor ci chiami il fiume, le cui fonti / eterne a l’ombra de gli antichi rami / parlano nel mistero sacro dei monti” (vv. 35-38); “le colline su i limpidi orizzonti / s’incurvino come labbra” (vv. 40-41);
  • Onomatopee “FReSche le mie paRole ne la SeRa / ti Sien come il FRuscio che Fan le Foglie”, vv. 1-2 (l’allitterazione di “f”, “r” ed “s” riproduce il suono del fruscio delle foglie);
  • Figura etimologica “amare / d’amor” (vv. 47-48);
  • Sinestesie “fresche le mie parole” (v. 1); “dolci le mie parole” (v. 18);
  • Metafore “soglie / cerule” (vv. 8-9); “beva la sperata pace” (v. 13); “grandi umidi occhi ove si tace / l’acqua del ciel” (vv. 16-17); “vesti aulenti” (v. 32); “cinto che ti cinge” (v. 33); “pura morte” (v. 49);
  • Similitudini “come il fruscio” (v. 2); “come la pioggia” (v. 19); “come il salce” (v. 33); “come labbra” (v. 41);
  • Personificazioni “Luna” (v. 8); “o Sera (vv. 16, 33, 50)”; “pini dai novelli rosei diti” (v. 23); “fratelli olivi” (v. 29); “pallidi i clivi / e sorridenti” (vv. 30-31);
  • Apostrofe “o Sera” (vv. 16, 33, 50);
  • Epizeusi: “sugli ulivi, sui fratelli ulivi” (v. 29);
  • Anastrofi “che fan di santità pallidi i clivi” (v. 30);
  • Polisindeti “su i gelsi e su gli olmi e su le viti / e su i pini […]/ e su il grano […]/ e su ‘l fieno […]/ e su gli olivi” (vv. 23-29);
  • Anafore “ti sien come…” (vv. 2 e 19); “Laudata sii…/ o Sera” (vv.15-16; 32-33 e 49-50); “e su” (vv. 23, 25, 27, 29); “io ti dirò… e ti dirò” (vv. 35 e 39);
  • Enjambements “foglie / del gelso” (vv. 2-3); “soglie / cerule” (vv. 8-9); “si tace / l’acqua del cielo” (vv. 16-17); “la pioggia che bruiva / tepida e fuggitiva” (vv.19-20); “reami / d’amor” (vv. 35-36); “fonti / eterne” (vv. 36-37); “un divieto / chiuda” (vv. 41-42); “novelle / consolatrici” (vv.45-46).

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(7) Commenti e Domande

  1. A me sembra buono… non sono stata ad ascoltare mentre la prof spiegava, ho colto solo qualche frammento della spiegazione, che qui ho ritrovato. spero di non ritrovarmi, domani, a non saper dire qualcosa.

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